Pequod 2000
euro 10,33


Roberto Barbolini
LA GABBIA A PAGODA E
ALTRI RACCONTI

Esiste un fiato corto narrativo, e io lo padroneggio benissimo. Racconti di formazione, d'iniziazione, mossi più da una musica interna che dalla pretestuosità d'una trama. E quei finali strozzati, dove non si sa mai davvero "come è andata la faccenda"...
Ma sì: La gabbia a pagoda ha una struttura botallica. C'era in me (forse è rimasta) un'euforia d'asfittico, di chi resta senza ossigeno sott'acqua: il sogno di morire ridendo. Il frutto è quello che vedete. Faticosi parti contro natura, guidati dal forcipe d'un ubriaco.
E dunque, perché farla tanto lunga? Tolta qualche esagerazione, le cose devono essere andate più o meno come ve le ho raccontate, tra l'emergenza-parto nei western di John Ford e l'Italiuccia povera ma onesta di Pane, amore e fantasia.
Per il resto, non c'è molto da dire. La gabbia a pagoda uscì alla macchia presso un editore ancora più piccolo di quello che ora ha l'azzardo di ripubblicarlo. Giovanni Arpino, con un sorriso alla Robert Mitchum, disse che fortunatamente era un libro "poco italiano". (dal racconto Perché scrivo libri così belli)

"Roberto Barbolini, esperto di enigmi e di chimere, di orrori letterari o quasi, ci porta con i suoi racconti in una dimensione che dell'umano ha solo l'ironia, naturalmente colta, allusiva, ma che si guarda bene dall'imparruccarsi in lezione. Agile nell'accumulare dati, significazioni occulte, ammiccamenti, Barbolini ci conduce attraverso labirinti di fantasmi a cui è facile guardare come a un nostro specchio segreto, tanto improbabile quanto accusatore."
Così scriveva Giovanni Arpino presentando, in tempi non sospetti, nel 1986, La gabbia a pagoda. La nuova edizione, riveduta e corretta, è arricchita da alcuni racconti inediti, ed è considerata dall'autore "come 'definitiva', se davvero si può mai liquidare il proprio passato come un feto messo sotto spirito".

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