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“La voce del conduttore del programma serale filtrava dalle casse della radio come la sabbia da un setaccio. Dopo pochi minuti, le sue parole si erano perse nel fruscio della valvola d’amplificazione, e avevano lasciato spazio a qualcos’altro. Un secondo di silenzio. Lo sfrigolio dell’olio, quando si cuociono le uova al tegame. E poi una canzone che si era accesa come un fiammifero e aveva proseguito con l’incertezza di una barca che prende il largo, dalla spiaggia. Da quel momento in poi, Mia era rimasta seduta sul divano, con gli occhi fissi sulle manopole della radio, in attesa che il conduttore dicesse il nome della canzone e il nome di chi la cantava. Mia già sapeva che quella voce le avrebbe cambiato la vita. La canzone si chiamava Vuelvo al sur. La voce era di LeRoy Williams.”
Una volta mia. Se fosse un disco, sarebbe una raccolta di pezzi bluegrass, degli anni Settanta. Se fosse un film, sarebbe un road-movie, di quelli con poco dialogo e con i colori sgranati del glorioso technicolor. Se poi fosse una voce, semplicemente, allora sarebbe quella del vecchio Tom Waits.
E invece è una storia. Una storia dove tutto incomincia alle prime luci del giorno, in una contea lontana, bruciata dal salnitro. Qui, una ragazza, di nome Mia, fugge da casa per spingersi alla ricerca di un cantante dalla voce leggendaria, LeRoy Williams, appunto. Le sue canzoni, si narra, riescono ad alterare il ritmo delle cose. Mia sente un violento bisogno di incontrarlo e così parte con il suo maggiolino. E non porta nemmeno una valigia, con sé. Solo le sue treccine da porco, i suoi piedi quasi perfetti e un insondabile talento per la diffusione, nell'aria, della musica, come se il suo corpo fosse una radio dimenticata accesa. Mia, infatti, perde musica così, nel modo involontario in cui gli altri, di solito, si mettono a piangere. E questa è la storia del suo viaggio, on the road. È la storia di tutte le persone che incontra, di Jacob e della tenera Bess, di un rivenditore di tegami chiamato Ramón, di Antoine, il barbiere di Merisville, di Emma Valdés e della sua bottega delle piccole tristezze, di due goffi pescatori italiani e di un bambino con la passione per il baseball. Ma è anche la storia una musica che fa male. E di una notte ideale per nasconderci segreti.
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