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Chi è Giandomenico Torrenuova, e quale è il suo progetto rivoluzionario, che mira alle fondamenta della modernità? Che cos'è "La Macinatrice"? E cosa c'entra il più misterioso quadro di Marcel Duchamp con questo immane piano che qualcuno sta preparando? Nella periferia di Roma si va costruendo il reame di un sottosuolo postmoderno, neoimperiale e in espansione. Si ordiscono trame occulte, strategie politiche, brainstorming, orge e simposi, si traffica con il Vaticano e con ogni partito, si cablano alberghi e toilette pubbliche, per ridefinire l'essenza del sesso. E' vero che se ogni uomo potesse raggiungere la propria immagine ancestrale non potrebbe far altro che masturbarsi fino a morirne? Ed esiste questa immagine? Qui, nei pressi del mattatoio Torrenuova Carni Srl, al di sotto di una casa editrice di facciata, la Torrenuova Edizioni Srl, che pubblica libri effimeri e riviste trendy, gay o femministe, cattoliche o no global, che possiede anche due reti televisive con strani palinsesti, Teletorre e Telenuova, prende forma il primo sito vivente che permette a ciascuno di raggiungere il centro delle proprie ossessioni erotiche: Vagina's World. Il sito vivente è l'apice del nuovo voyerismo di massa, rappresentato da ciò che la filosofia e il business di Torrenuova, elevando la donna a potenza massima, estetica, finalistica del mondo, chiamerà il "Reality Show dei Tradimenti Spontanei", dove l'unica intimità possibile è la visione di quella altrui. Si lotta contro la pornografia per istituirne un'altra, stavolta definitiva. Starà ad Andrea, un nichilista senza speranze ma animato da un indecifrabile rovello, anonimo ufficio stampa caduto prima nelle maglie del web, come cliente di Vagina's World, poi nella rete della casa editrice fantasma, andare in fondo al mistero per svelarne la sconvolgente verità, fino alle estreme conseguenze dell'ultima immagine possibile. Intorno al protagonista, e all'amore per la bella Elena, figlia di Torrenuova ma forse anche sua amante (nonché, in un torbido triangolo, amante del socio in affari Marco Monti, spietato intellettuale televisivo di successo, idolatrato dall'italietta conformista) si snoda un filo giallo che a ogni pagina dissemina indizi all'interno di una struttura scatenata ma controllata, perfettamente circolare. La macinatrice è un romanzo fatto di molti livelli e molti linguaggi. Una novità assoluta nella letteratura, una risposta linguistica sfrenata a ogni minimalismo. Un'opera di scrittura estrema, ambiziosa, iridescente, barocca, comica, pornografica, sadiana e rabelaisiana, un organismo estetico e onanistico che muta aspetto a ogni rilettura, uno dei libri più osceni mai scritti, e che tende, gaddianamente, a prendere "tutto dentro", puntando al cuore pulsante e luciferino dell'immaginario occidentale.
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