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"Gli ho promesso di raccontargli una storia interessante. Una storia dove c'è gente che sogna di andare lontano"
Che verità si nasconde sotto i tappetini di una vecchia Buick? Quale strano destino può accomunare tante vite diverse e macchiarle di sangue?
Donne da lontano è un giallo e molto più di un giallo, è un caleidoscopio su personaggi ambigui e imperscrutabili, è la durezza di una dimensione psicologica che rivela a se stessi i limiti della propria coscienza.
Edo vende biancheria intima femminile mentre guarda dalla finestra una vita che scorre piatta, terribilmente noiosa, invariabile. Ma a un tratto per la prima volta si ritrova tra le mani una storia da raccontare, una vicenda coinvolgente, appassionante, misteriosa e soprattutto reale. È la vicenda del suo collega Lantero, istrione e filosofo, modello di vita inarrivabile.
Durante le pause pranzo nel retrobottega della sua merceria, Edo racconta a suo fratello Manuel una storia di presunti omicidi e inspiegabili morti. Sì, proprio a Manuel, proprio a quel fratello che
ha fatto i soldi nella pampa argentina, che ha avuto quelle donne che lui ha potuto solo vedere da lontano, che lo ha superato in tutto. Una storia dentro la storia, vite che si incrociano inesorabilmente. Muore Jolanda, figlia di Lantero e con lei Medardo Fus, il patrigno della ragazza, e ancora lo stesso Lantero. Rapporti ambigui, storie di violenza e un vecchio diario per ricomporre tutti i tasselli della vicenda.
Donne da lontano travolge il lettore con un ritmo martellante, necessario, lo invita a decifrare metafore e strampalate ironie fino a farlo diventare un vero e proprio investigatore alla caccia di indizi, moventi e assassini. Non c'è via d'uscita, si rimane incastrati in una trama che ammalia e coinvolge in un crescendo di tensione inarrestabile.
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