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Un vecchio diario dalla copertina nera, rigida, con la pelle segnata dalle mani che lo hanno scritto e sfogliato; uno di quei diari che assumono l'aria polverosa e l'odore di muffa delle cantine in cui riposano da decenni. Basta annusarlo per scoprire memorie di storie dimenticate e misteri inspiegabili, basta seguirne le tracce per capire che è proprio lui il protagonista indiscusso del romanzo di Agaraff. Il palcoscenico è una piccola isola della Sardegna dal nome malaugurante, Mortorio, dove sorge villa Eleonora, una vecchia casa a strapiombo su un mare irrequieto e terribilmente minaccioso.
Nella villa si incontrano sette lontani parenti venuti per la lettura del testamento del defunto e quasi sconosciuto cugino Bonifacio. Giunti a destinazione, tutti i discendenti della famiglia Farricorto trovano ad accoglierli un inquietante notaio, una dimessa governante e suo figlio Primo. Unico abitante dell'isola oltre a loro, il misterioso pescatore Tziu Afisinu. In un susseguirsi di strani incidenti e morti improvvise il presente sembra a poco a poco chiarirsi attraverso le pagine di quel vecchio diario ed emerge tra i personaggi un legame in grado di oltrepassare i confini della realtà.
Un destino ciclico già segnato o una vera e propria maledizione?
Sulla scorta di Dieci piccoli indiani e dell'horror divertente, Il sangue non è acqua mischia sapientemente giallo e fantascienza, tensione e ironia in un crescendo inarrestabile di passioni,
omicidi, improbabili mutazioni e vicende rocambolesche.
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