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"Per questo scriveva,
per produrre immaginazione. Si possono produrre scarpe,
sedie, biscotti, pugnali. Lui produceva immaginazione".
Nei primi anni del Novecento, in un'isola selvaggia dei Mari del sud, inizia la storia del Meticcio, un indigeno che segue gli insegnamenti di un vecchio capitano della Marina britannica. Questi lo inizia
alla grande letteratura, Dickens, Tolstoij, Dostoevskij, fino alla primissima storia dell'uomo, il Vangelo. Presto nel Meticcio si fa strada un grande desiderio: diventare scrittore. Desiderio che lo
spinge a partire all'avventura su un vecchio battello, verso la civiltà lontana. Il Meticcio affronta così un lungo viaggio, pieno di difficoltà, poi finalmente l'approdo nella terra del "buon senso", la
metropoli con il suo frastuono e i suoi frenetici abitanti. Qui sarà costretto a dormire in un fienile, lavorare come lavapiatti, muratore, bracciante, caricare e scaricare carbone, e usare le poche forze rimaste per scrivere, la notte, alla luce di una candela. In questa nuova terra il Meticcio patirà l'amara consapevolezza di non avere parole adatte all'ipocrisia e alla disonestà di una società di "giuristi ed economisti" tutti dediti all'utile e al risultato. La sua fortuna sarà quella di trovare un Padrone che impartisce un unico ordine: scrivi. E inaspettatamente arriva il successo, la scoperta che
esistono ancora orecchie capaci di ascoltare parole da "indigeno", un sentire "selvaggio" che sa avvicinare alla lettura anche "chi credeva di non esserne all'altezza", ossia le persone comuni, il popolo.
Angelo Roma dipinge l'affresco toccante di un'epoca che ci siamo appena lasciati alle spalle, il Novecento, e lo fa con parole sempre attente a conciliare letteratura e passione civile. La sua è una critica cruda e realistica a un prototipo di civiltà sul cui modello si è formata la società contemporanea. L'autore affida allo sguardo ingenuo e puro del Meticcio il compito di mettere in evidenza assurdità e contraddizioni del nostro recente passato, che si ripresentano puntuali ai nostri giorni. E' un romanzo da leggere tutto d'un fiato, che non può non coinvolgere e far discutere per le sue riflessioni quanto mai attuali e provocatorie.
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