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Chi è il più
inutile filosofo d'Italia? Etienne De Crecy, squattrinato
rappresentante italo-francese, che spreme il suo vecchio
furgoncino per le Alpi cercando di piazzare grandi firme
taroccate e riempie la sua pericolante esistenza inventandosi
un mondo di dissertazioni dotte, analisi di mercato e assortite
paranoie. Ma cosa succede quando il suo esistenzialismo
pigro viene investito dalla silhouette felina di un'autostoppista
nera che dileggia il black pride ed esalta il lato self-made
dell'America? E chi è il simpatico ladruncolo albanese
dal sapore collodiano con cui tenteranno di formare una
famiglia? E ancora: cosa c'entra questa Armata Brancaleone
postmoderna con il romanzo cui tenta di dar vita un Giovane
Scrittore arrogante e nevrotico, assieme alla sua corte
radical chic, tra vacue discussioni di galateo new age e
calcolate ingegnerie di promozione editoriale? Si intitola
per caso Misery is a Butterfly? Tra conte philosophique
e partiture surreali, Ciot compone un antiromanzo comico
e dissacrante. Un teatro dell'assurdo che mette in scena
una brutale presa in giro al dio del postmoderno e alle
sue comode ipocrisie letterarie, un palcoscenico dove impietoso
appare il confronto tra la commedia tragica della vita e
il circo isterico e viziato del mondo dei libri.
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