Pequod 2006
euro 14,00


Vincenzo Pardini
IL FALCO D'ORO


Quando il Falco d’oro venne pubblicato per i tipi di Mondadori, era il 1983, apparve subito come qualcosa di straordinariamente diverso e prezioso. È forse facile intuire perché, se si ha a mente cosa accadeva in quegli anni. Allo sperimentalismo dilagante, all’esasperata ricerca stilistica, allo snobismo di circoli e salotti letterari, Vincenzo Pardini contrapponeva la lingua della fatica di un giorno di lavoro nei campi, la lingua della notte e della solitudine di un pastore a guardia del gregge, quelle poche parole tra una partita a carte e l’altra, la lingua della domenica, fuori dalla chiesa dopo la Messa; così viva e autentica, da non poter essere tradita e ripulita da dialettismi e modi di dire. In realtà, Vincenzo Pardini non si contrapponeva alle mode, ai prodotti del mercato editoriale, non cercava consensi e non voleva nemmeno chiamarsi “fuori dal coro”, egli offriva, offriva semplicemente ciò che ogni scrittore avrebbe il dovere di offrire: quello e solo quello che soltanto lui conosce. E mentre “lo scrittore” se ne stava chiuso nella sua torre d’avorio alla ricerca dell’uomo, Pardini non aveva tempo per questi sterili giochi, questi ubriacanti giri su se stessi, egli guardava. E l’uomo, ciò che tutti cercavano, ciò che tutti ancora cercano, era lì. Davanti alla sua finestra. Nelle ali del rapace de Il bilancio, nella coda della volpe che scappa da un branco di cacciatori in La ballata della volpe grigia, nelle “nari” delle mucche, congelate in quella mattina invernale descritta nell’Acchiappatassi. Pardini non sapeva che l’uomo era lì, lui non aveva cercato di catturarlo con le parole, imprigionarlo con le frasi, e non sapeva che proprio per questo era lì, nella sua scrittura, in questi venti racconti che compongono il Falco d’oro. Rileggendolo a distanza di più di vent’anni, Pardini stesso sostiene di non ricordare più “come” aveva scritto quei racconti. I critici parlarono di un “mondo perduto”, il mondo letterario tutto parlò di qualcosa da conservare, salvaguardare quasi fosse una reliquia. E pur valorizzando così l’esperienza letteraria di Pardini, essi non fecero altro, col tempo, che decretarne la fine. Per porre rimedio a questa ingiustizia, per dare la possibilità al lettore di non prendere parte a questo scempio, peQuod partendo da Il falco d’oro – dopo Tra uomini e lupi di un anno fa, vincitore del premio Viareggio-Répaci –, riproporrà l’opera completa dell’autore.

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