| …Sì
mi chiamo Federico…
…Be’ più l’italiano che la matematica…
No è che pare che tutto giri così in fretta
e…
di piacermi mi piace…
ma mi fa paura ;-)
Un giocoso noir dell’anima.
L’anima innocente di un bambino.
Federico frequenta la quinta elementare e ha difficoltà
a rapportarsi col mondo degli adulti. Questo mondo è
fatto di schemi e di regole che assomigliano tanto alla
matematica che di fatto detesta. Federico è continuamente
sorpreso dal mondo e ha una grande voglia di giocarselo
alla maniera di un bambino della sua età. Tuttavia
la vita non è un gioco e deve scontrarsi con quella
che lui chiama sfortuna. L’interpretazione delle regole
e l’adesione a esse non è indolore, specie
in una provincia dove l’educazione spesso trova facile
espressione nella violenza. Una provincia violenta, che
è rappresentata come il cuore del mondo. La violenza
della famiglia manesca e quella psicologica delle istituzioni.
Tuttavia Federico vuole essere felice e in tutte le maniere
rivendica il suo diritto a esserlo. Lotta, si scontra, scappa,
si innamora follemente ed è totalmente pervaso da
una realtà che vorrebbe fare sua e che invece sembra
rifiutarlo. Quelli che sembrano amici si rivelano poi essere
i cattivi: come il pedofilo allontanato dal paese senza
clamori, omertosamente perché di certe cose non si
deve parlare e non si deve sapere. Non si deve parlare nemmeno
della morte, ma di quella Federico avrà una chiara
e netta percezione dopo la scomparsa, in un incidente, di
un bambino suo nemico e rivale, nel sorprendente finale
di questo libro che è un giocoso noir dell’anima.
L’anima innocente di un bambino.
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