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Un omicidio. Coltellate. Sangue su
crocifissi, bibbie, rosari; morto tra le cose di Dio. Chi
indaga. Chi nasconde. Carrellata di papabili macellai. Una
città sconvolta che si scopre marcia. La pioggia
che non smette. Il fango che copre tutto. Chi si sporca
e annega. Chi striscia le scarpe sullo zerbino e non ci
pensa più. E l’illuso, che non si dà
pace, scava e corregge: la verità c’è.
Chi ci salva.
“Idee sugli altri, idee su se stessi. Così
nascono gli assassini? Si diceva che il nostro morto era
stato un uomo gentile. Cortese. Anche quella era un’idea;
gramigna nella testa di qualcuno. Un prato da potare? Le
indagini non si fanno con le idee, perlomeno, non solo con
quelle. La verità sembrava un oggetto per pochi,
come certe statue sacre sotto la loro antica campana di
vetro”.
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