Pequod 2006
euro 14,00


Valerio Bartolucci
SE ANCORA C'E' DOMANI


Premio Carver 2006

Ci sono persone che per tutta la vita cercano di capire se stesse. E non tutte ci riescono, alla fine.. Bene! Valerio Bartolucci può smetterla di continuare a porsi l'angosciosa domanda: "Cosa farò da grande?", e cominciare a dar forma e contenuto alla risposta più ovvia: "Io, da grande, racconterò storie!". E questa raccolta di undici racconti ne è la prova più lampante da esibire di fronte al tribunale della Storia (o, molto più modestamente, di fronte ai display delle librerie…).
Autore cosmopolita, sospeso tra vecchia Italia e nuova America, tra ricerca di termini insoliti o desueti (mi è molto piaciuto il ripescaggio di "compartire" nel senso di "condividere"), tra recupero delle tradizioni più remote della campagna marchigiana e ambientazioni nelle avveniristiche ville californiane, Bartolucci scrive lettere, pagine di diario, cronache di avvenimenti che sono già sceneggiature cinematografiche, perla precisione minuziosa delle descrizioni di persone, luoghi e situazioni, per l'intensità della rappresentazione ("la mia rabbia sembrava la chiara dell'uovo sotto l'opera della forchetta di uno chef terribilmente in ritardo con la cena", racconta nel triste Se ancora c'è domani, o addirittura "ho sentito le vostre ossa scricchiolare nel tentativo di diventare grandi," nella Lettera ai miei due figli). Ma qui mi piace mettere in risalto la sua capacità di considerare le circostanze da un punto di vista insolito. In una delle sue "storie" è il ragazzino a rimorchiare l'adulto, il prete sessantatrenne, che fa la figura curiosa e perfino patetica della povera vittima ("la mia caccia era iniziata e ora dovevo solo aspettare il momento opportuno", in Altri sensi di colpa)!
Bartolucci oscilla tra genere noir e divertissement, mettendo in scena una rappresentazione talvolta triste e talvolta spassosa ma sempre realistica, di una certa omosessualità che, in qualche episodio, sconfina nella "froceria". la messa per il funerale di Vittorio è un esempio illuminante di questo modo di fare dissacrante, ironico, al limite della blasfemia.

Una frase molto commovente, invece, e che a tutti noi avrebbe fatto piacere ascoltare dai propri cari, è contenuta ne Il regalo della nonna: "Io ti conosco e penso che se una persona buona, brava e intelligentecome te lo è, allora non ci deve essere niente di male. Perché so che tu non faresti mai niente di sbagliato". Invece, la motivazione più convincente del perché si deve partecipare al Gay Pride è forse contenuta nel racconto È da quel giorno di settembre, cronaca crudele di un suicidio nel quale ognuno può ricordare il proprio tentativo mai concretizzato di togliersi la vita, e compiacersi o compiangersi per non averlo fatto.

Massimo Consoli

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