| Ciro,
Domingo, Vinicio, Gaetano, sono solo ragazzi, vite che si
barcamenano nella provincia napoletana, alle prese con quello
di cui già sappiamo. I quattro amici non si assomigliano
affatto: Ciro è biondo, Domingo scuro di capelli,
Vinicio è alto e secco, Gaetano basso e tarchiato,
Ciro aspira a diventare un capo pericoloso, Domingo è
ricco, Vinicio dorme nella stessa camera insieme ai suoi
sei fratelli, Gaetano passa le domeniche a Poggio Reale
in visita al fratello. Ma portano lo stesso odore addosso,
paura, è lo stesso vuoto quello che hanno negli occhi,
poche le parole che conoscono: scappa, corri, colpisci,
uccidi, prima che l'altro uccida te, arriva alla fine di
questa giornata e domani, domani si vedrà. Non c'è
scampo, non c'è scampo quando ogni cosa, anche un
sorriso come quello di Rosita è violenza, quando
"casa" non ha nulla a che vedere con "calore"
e "sicurezza", quando il padre è colui
che sa usare la cinghia con più forza, maestria.
Quando la terra si confonde con il sangue che è stata
costretta ad assorbire. Recinto di porci è
un romanzo di fantasia, non per la paura di "fare i
nomi", semplicemente, la realtà è già
fin troppo orribile, intoccabile, ineluttabile, per venire
anche, anche raccontata.
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