| E' arduo
trovare un'intesa con l'altro da sé. Forse l'unico
rapporto tra esseri umani di qualche soddisfazione è
quello sessuale, affidato all'incontro dei corpi. Questo
è per Dante Virgili il Metodo della sopravvivenza.
Nessun legame che non passi attraverso la carnalità
sembra capace di interrompere la solitudine del protagonista,
un professore di tedesco non più giovane che consuma
le sue giornate nella Milano estiva del 1990. Nessun evento
particolare, non una trama. Solo pensieri, ricordi d'incontri
con corpi di uomini e donne, desideri di nuove avventure.
E' una celebrazione dell'erotismo, che esplode in una sessualità
sfrenata, non usuale, in cui il corpo si fa altare del piacere,
attraverso il dolore spasmodico, che prelude all'urlo dionisiaco
del nichilismo ad alzo zero.
Il professore vive da
solo. Pochi i contatti con il mondo esterno, teatro di eventi
eccezionali, che come un'eco arrivano nel suo salotto borghese,
attutiti dalla penombra, come la calura estiva. Sui giornali
si festeggia la riunificazione tedesca, la caduta del muro
di Berlino, mentre la televisione trasmette le semifinali
dei mondiali di calcio.
(dall'Introduzione
di Pietrangelo Buttafuoco)
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