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Storie
di non ordinaria follia. Questo potrebbe essere il sottotitolo
della prima raccolta di racconti di Maria Caterina Prezioso.
Situazioni a volte paradossali, popolate di oggetti animati,
di personaggi un po’ fuori dagli schemi ma ricchi
di umanità, e una cornice che è la nostra
realtà, è il nostro mondo con i suoi aspetti
positivi e le sue numerose manchevolezze.
Un cinico ipocondriaco con una palla nella pancia non vede
l’ora di sbandierare ad amici e colleghi la notizia
della sua morte: a essere vittima della sua mania è
invece uno sfortunato piccione, sul davanzale sbagliato
nel momento sbagliato… Sara, gentile e sorridente,
saggia e misurata, con dignità ed eleganza scala
i vertici dell’azienda e si ritrova donna di potere.
Ma lei è diversa, non è un lupo affamato voglioso
di sbranare l’agnello sacrificale. Lei è la
mia amica Sara.
Boris è nato a Cernobyl da una madre malata e un
padre alcolizzato. Ivan è un figlio di nessuno abbandonato
nella stazione di Kiev. Lasciati in un istituto imparano
l’arte della sopravvivenza all’interno di un
mondo dove c’è posto solo per chi ha il cuore
freddo, attrezzato a sopportare il gelo e la neve.
Franco, Franchino per gli amici, è un omino garbato
ignorato da tutti perché tutti lo considerano trasparente.
Un gran lavoratore, una persona onesta che non vuole cedere
a piccoli privilegi illegali e che quindi mai e poi mai
potrà fare carriera. Resterà sempre il buon
Franchino senza pretese, ma tanto non frega niente a nessuno…
Maria Caterina Prezioso mette a segno un colpo da maestra
nel presentare storie apparentemente comuni che si insinuano
con sorprendente intensità nella nostra memoria.
Storie vere, amare, ma al tempo stesso frizzanti e ricche
di ironia, da leggere tutto d’un fiato ma da assaporare
lentamente. Storie sentite, scritte con passione, in uno
stile essenziale, diretto, che non ha bisogno di trine e
merletti per arrivare al lettore che si lascerà coinvolgere
con un sorriso amaro sulle labbra.
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