Percorsi 2009
euro 18,00


Paolo Gubinelli
P.Q.M.

La magistratura e i processi ai collaborazionisti nelle Marche 1945-1948

Uno dei momenti storici più corruschi quello del dopoguerra nel nostro paese. La guerra ci aveva visto alleati al “nemico” storico; nel corso di essa l’alleato ritorna ad essere nemico, l’America e l’Inghilterra, oggetto per un ventennio di una dissacrante quanto pateticamente ironica campagna mediatica si trasformano improvvisamente in “truppe di liberazione”. La guerra fratricida che si sviluppa ne costituisce l’inevitabile deriva. Terminato il conflitto, vi erano due necessità: innanzitutto quella storico giuridica di riaffermare lo Stato di diritto in una nazione nella quale un ventennale regime aveva finito per cancellare ogni significato di democrazia, per affossare i più elementari diritti individuali e sociali pure istituendo i tribunali speciali, definitivo imprimatur di dittatura ad un regime; dall’altro quello di dare risposta all’ansia, all’esigenza collettiva di vedere punite le efferatezze che erano state compiute. La soluzione fu quella di affidare alla magistratura ordinaria l’individuazione delle singole responsabilità. […] Ma quale diritto si applica nel giudicare fatti che sono stati commessi nel corso di una guerra? Inesorabilmente quello del vincitore; inutile negarlo anche se tale affermazione sembra contenere in sé la negazione del concetto stesso di diritto e, a un tempo, quello di giustizia.
(dalla Prefazione di Vincenzo Luzi)


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