Percorsi 2008
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Luciano Baffioni Venturi
COSTANZA MONTI E GIULIO PERTICARI

Amore e morte tra Marche e Romagna all'inizio dell'Ottocento

L’opera è una biografia di Costanza Monti (1792-1840), figlia del noto poeta neoclassico Vincenzo Monti, e del marito, il conte Giulio Perticari (1779-1822), con il quale condivise dieci anni di vita a Pesaro, dal 1812 al 1822. Attorno ai due personaggi principali si muovono altri comprimari come Vincenzo Monti, la principessa di Galles Carolina di Brunswick, Gioachino Rossini, Giacomo Leopardi, Francesco Cassi, Antaldo Antaldi e tanti altri interpreti minori come Guglielmo Pepe, George Byron, Henri Beyle Stendhal, Tommaso Sgricci, Andrea Ranzi.
La storia d’amore tra i due protagonisti potrebbe concludersi con la morte di Giulio e con l’infamante accusa a Costanza, architettata dai fratelli e dai parenti del marito, di averlo tradito e avvelenato. Il tema fu argomento di gossip e di pubblicazioni per tutta la prima metà dell’Ottocento e oltre, ma ben pochi hanno avuto modo e tempo di consultare, come ha fatto l’autore, centinaia di lettere e di documenti, sparsi prevalentemente tra Pesaro e Forlì. In realtà la vicenda continua con Costanza che, tra Milano e Ferrara, si dedica al culto della memoria del marito, si concede a qualche passione amorosa, incontra il figlio illegittimo di Giulio e muore poi, di cancro al seno, nel 1840.
Le vicende riguardano prevalentemente la città e la provincia di Pesaro, ma anche Roma, Milano, Ferrara, Pisa e varie località minori romagnole, pertanto la “storia” di Costanza non è solo “storia locale” ed è esemplificativa della condizione della donna borghese e colta nella società preromantica italiana.
L’epoca descritta, nello Stato Pontificio tra Marche e Romagna all’inizio dell’Ottocento, è caratterizzata da repentine trasformazioni politiche e socio culturali, a Pesaro in particolare. Nel comportamento degli uomini, invece, nulla di nuovo sotto il sole, essi hanno gli stessi difetti e gli stessi vizi di oggi: egoismo, falsità, superbia, lussuria, maschilismo e così via. Anch’essi soffrono i lutti, le malattie, gli intrighi, le invidie e le maldicenze che accompagnano la nostra vicenda quotidiana. Si rivela allora un “piccolo mondo antico” dagli orizzonti limitati, fatto di “piccole” figure che ricordano tanti protagonisti delle cronache mondane o politiche di oggi e che non comprendono che il loro mondo sta finendo, affossato dapprima dalla rivoluzione francese e presto dal risorgimento nazionale e dal socialismo.
Il libro, comunque, preferisce ricostruire soprattutto la vita “privata” di Costanza con l’occhio affettuoso dello storico “non professionista”, in ogni caso accompagnato da notev
ole sensibilità, acume e rigore scientifico.

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