Rive 1999
euro 7,75

Giuseppe Donnini
Il disperso e altre poesie

La prima identitą forte di Giuseppe Donnini č quella di slavista, traduttore e saggista dal russo fino dalla prima metą degli anni trenta. Il lavoro complessivo di Donnini si č svolto nella solitudine, l'intero percorso esistenziale ne fa fede, il sentiero della sua biografia č interno, essenzialmente, alla geografia delle traduzioni, dell'insegnamento e della scrittura in proprio. Da quella particolare distanza da cui Donnini osservava e percepiva il mondo sono nati gli esiti di una testimonianza affidata alla parola della poesia composta in un susseguirsi lento ed avaro di frammenti che spesso assumono il valore di schegge di un diario senza date, pagine che fissano il passaggio dei piccoli eventi personali prima che franino nel precipizio tragico dei quotidiani abissi del niente: "Nulla senti, / nulla sai, / ignaramente impavido: / e alto grida la minaccia il vento, / e i rami allarga l'albero del fulmine / lungo la strada dei tuoi giorni uguali." 
Poesia coltivata nella segretezza e nel pudore, nella decenza e nella dignitą proprie di chi sceglie, dell'essere in disparte, tutto il peso e tutto il privilegio, consapevole del limite e troppo avveduto per non definirsi, sempre, nel cono d'ombra dei modelli, per non temere, di quei modelli, il peso e la presenza. I suoi versi abitano lo spazio discreto dentro il vasto corpo del lavoro di traduzione; sono un breve sentiero, una via bianca che percorre, nella luce silenziosa, le stagioni di quell'esperienza e della propria esistenza segnata dalle soste della parola, dai suoi "salvataggi", protetta, grazie a quella misura di isolamento e di servizio nei confronti del proprio mondo, da una voce che nomina e riconosce, che indica e ricorda preservando dalla dimenticanza. Il lavoro in versi di Giuseppe Donnini č un'isola di dolente inquietudine in questo secolo che gli concede ascolto sul finire.

Francesco Scarabicchi

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