Rive 2001
euro 7,75

Gabriele Zani
I rimanenti

Da parecchi anni conosco Gabriele Zani e il suo lavoro di poesia e mi ha sempre colpito la sua strenua, quasi eroica fedeltà nel perseguire un ritmo intimamente narrativo la cui verità formale si nutre con ogni evidenza d'una sofferta verità autobiografica riuscendo tuttavia ad evitare con rabdomantica sicurezza sia il trabocchetto della tentazione elegiaca sia quello d'un abbandono troppo fiducioso al valore consolatorio e assolutorio della memoria. Anche quando (ma succede di rado) non sono declinati al presente grammaticale, i suoi "racconti" si svolgono in un presente effettivo, sostanziale, molto spesso drammaticamente e angosciosamente vischioso, capace d'improntare di sé ogni minima fibra e articolazione della pronuncia e di rendere quest'ultima, fra l'altro, solidamente e inconfondibilmente personale, al di là delle pur rilevabili tangenze con la vocalità di un maestro (maestro, d'altronde, di quasi tutti noi) come Vittorio Sereni e dell'appartenenza ideale ed affettiva di Zani a quella vera e propria "scuola di Cesenatico" della quale dovranno occuparsi a fondo, se vorranno intendere davvero e senza indulgere a schemi prefabbricati la poesia italiana degli ultimi decenni, i critici e gli storici futuri.

(Giovanni Raboni)

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