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Il
processo di comunicazione secondo Sade
si compone di due parti ben distinte: "Il primo regime",
un poemetto suddiviso in quattro parti e tutto giocato sulla
quartina dall'andamento ritmico già ben distinguibile;
"Goethe teppista", a sua volta suddiviso tra una
sorta di prologo e dieci componimenti racchiusi sotto la
didascalia "frammenti di una conferenza in versi di
Giuseppe Conte sul tema: parlare degli alberi". Le
due sezioni ricomposte nella plaquette appaiono distanti
sia sul piano formale che su quello tematico e poetico.
Infatti, se "Primo regime" è in linea con
gli sviluppi della poesia successiva di Conte, tanto da
entrare in L'ultimo aprile bianco del 1979, "Goethe
teppista", invece, ha una valenza molto diversa e,
pur proponendosi con una parte programmatica in sintonia
con la futura linea poetica di Conte, sarà tralasciato
del tutto (...).
Evocare in poesia in quegli anni Adone e Pasifae, gli Aztechi
e i Sioux, il Tao e la figlia del sole e di Perseide con
un componimento tutto articolato sulla quartina e il respiro
del poemetto non era operazione irrilevante. Certamente
indicava una linea in collisione con quella maggiormente
in voga ai tempi, una rotta intravista da Anceschi, che
a proposito di questo primo Conte parla di "un fluire
autre nella riconquista del desiderio" e di
poesia "con una sorta di mutato programma di nuova
liberazione".
(dall'Introduzione di Francesco
Napoli)
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